località al Cristo di Monte Berico
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La Valletta del Silenzio    Il Santuario di Monte Berico"

LUOGO DI FEDE E TRADIZIONI RELIGIOSE.

Vi presentiamo un piccolo riassunto storico-culturale del Monte su cui ci troviamo, che vede il passaggio di migliaia di visitatori ogni anno.

Nei primi decenni del 1400, imperversava a Vicenza una pestilenza ostinata, importata dai soldati nella guerra tra la Repubblica Veneta ed i Visconti di Milano.
II 7 maggio del 1426, come ogni giorno, Vincenza Pasini, malgrado i suoi settanta anni, si recava a Monte Berico per portare del cibo a suo marito Francesco che lavorava in una piccola vigna sul colle. Ma quel giorno non doveva essere uguale a tutti gli altri: giunta in prossimità di una croce d’ulivo di fronte alla quale era solita pregare, infatti la donna fu testimone di una serie di fenomeni destinati a lasciare un segno nella città di Vicenza.
Tra un bagliore di luce e alcuni suoni misteriosi, apparve, profumando l’aria, un´immagine con vesti d’oro luminosissime. La povera donna, sconvolta, cadde a terra sbalordita, ma l’apparizione la rincuorò rivelandosi e, poggiandole la mano sulla spalla destra, le disse di andare in città e convincere i vicentini a costruire un tempio nel punto in la Vergine si era manifestata, e che se i vicentini avessero scavato, in quel luogo ne sarebbe scaturita una sorgente; infine, prese la Croce di rami d’ulivo, tracciò con essa il perimetro del tempio richiesto e, dopo aver detto che coloro che vi fossero recati in preghiera la prima domenica del mese, avrebbero ricevuto delle grazie, piantò per terra la Croce e scomparve. La donna divulgò subito la notizia in città, parlandone anche con il Vescovo, ma non venne creduta. Questa incredulità durò due anni, precisamente fino al 2 agosto 1428, quando la Vergine, riapparendo a Vincenza, rinnovò l’appello. Questa volta il Vescovo e le autorità importanti della città decisero di effettuare un sopralluogo a Monte Berico, dove effettivamente constatarono il solco ancora inspiegabilmente integro tracciato dalla prima apparizione.

Il 25 agosto si decise quindi di avviare i lavori di costruzione del tempio; al tempo stesso, venne effettuato uno scavo nel luogo preciso indicato dalla Vergine, e da lì, come promesso, scaturì una fonte d’acqua, che tra l’altro contribuì al fabbisogno dei lavori di costruzione. In coincidenza con questi fatti la peste diminuì sensibilmente, per poi in breve tempo scomparire del tutto dalla città. Inoltre, l’acqua stranamente scaturita risultò dai poteri miracolosi, guarendo chi la beveva: questo prodigio durò 81 anni, esattamente fino a che la fonte si seccò improvvisamente quando venne condotto un cavallo malato che guarì.

Ci furono altri eventi miracolistici, ma questo è degno di racconto: durante un atto di brigantaggio da parte di alcuni ladri della città, uno di essi, nella fuga, tentò di trovare rifugio nella Penitenzerìa della Basilica, e, vista una finestra aperta che guardava verso la Valletta del Silenzio, si gettò inconsapevolmente nel vuoto, effettuando un salto di parecchi metri. Morì sul colpo. Uno degli sbirri che lo rincorreva, nell’impeto dell’inseguimento, fece altrettanto, non avvedendosi del pericolo imminente. Cadde nel prato sottostante incolume: tutti gridarono al miracolo!

La costruzione al principio rappresentava una primitiva chiesetta, nucleo originario di quello che, con successivi ampliamenti, sarebbe diventato il più bello ed importante Santuario mariano del Veneto: quello “della Madonna di Monte Berico”.

La Basilica-Santuario è oggi costituita dall’insieme di due chiese: una di stile gotico, completata nella seconda metà del 1400; l’altra, di stile barocco, ampliata e completata da un certo Borella, dopo un primo ampliamento su disegno del Palladio (1576).
Dal centro di Vicenza, si può raggiungere Monte Berico e la Basilica, attraverso una teoria di portici (del 1700), formati da ben 150 arcate: quanti sono i grani del vecchio Rosario; e, ogni dieci arcate, da una Cappella nella quale sono dipinti i singoli Misteri del Rosario. La cura del Santuario è officiata dai Servi di Maria ed è meta ininterrotta di pellegrinaggi da tutto il Triveneto e da altre regioni d’Italia.