I nostri ospiti

Il daino
UN OSPITE RICCO DI FASCINO.
I daini a Giralafoglia arrivano nel 1984 quando nasce l´idea di immettere nel bosco, in un recinto, degli animali da pascolo che avrebbero rimpiazzato il lavoro improbo e pesante degli uomini che dovevano ogni inverno tagliare rovi e togliere altre piante infestanti. La scelta di questi animali indipendenti e selvatici, oltre che per il loro intrinseco fascino, fu principalmente dettata dal desiderio che si integrassero bene nell´ambiente naturale della Valletta del Silenzio. Si opto´ per lasciare un ampio spazio a questi ospiti creando loro un habitat adatto per non forzarne la domesticazione, quindi permettendo loro di continuare ad esercitare una delle loro principali strategie di difesa, ovvero il mimetismo. Pertanto, a Giralafoglia, i daini vivono e si riproducono in condizioni di semi-libertà piuttosto che di cattività, offrendo cosi ai visitatori la possibilità di farsi un´idea il più possibile prossima alla realtà del loro modo di vita...e di come l´uomo puo´ avvicinarsi ad un selvatico.
Il daino è un Mammifero ruminante dei Cervidi, Ungulato (provvisto di zoccoli), scomparso dalle Alpi circa 700 mila anni fa, durante la glaciazione del Riss. Ebbero la loro massima fortuna durante la pax romana (circa 150 anni dopo Cristo), che favorì il latifondo e mandò in crisi l´agricoltura. Gli antichi romani li importarono dalla Mesopotamia per abbellire i loro giardini e per gustarne le carni. Capirono anche che si adattavano bene alla cattività, ed è questo il motivo perché oggi lo si può trovare in alcuni parchi o giardini pubblici o privati.
ORIGINI E DIFFUSIONE. Il daino è un animale originario dell´area mediterranea, dove anticamente era presente in due sottospecie; il Daino europeo (Dama dama dama), in origine diffuso in Palestina e nel Libano, e il Daino della Mesopotamia (Dama dama mesopotamica), diffuso in Iraq, Iran, Siria ed Africa settentrionale, di dimensioni più grande.
Quella orientale si è man mano assottigliata, causa una caccia indiscriminata, mentre quell´altra si è ampiamente diffusa, e la sua stessa diffusione è influenzata dall´uomo: infatti è presente in tutto il mondo.
I SUOI PIATTI PREFERITI. Questo mammifero è abbastanza di buona bocca in materia d´alimentazione: non solo in cattività si adatta ad ogni tipo di foraggio, erbaceo ed arbustivo, ma anche in libertà non mostra particolari esigenze alimentari; infatti, tende a scegliere, fra gli alimenti disponibili, quelli che di volta in volta sono più ricchi in proteine e migliori in termini di digeribilità.
Le graminacee costituiscono più del 60% della dieta del daino per la maggior parte dell´anno, mentre in autunno ed in inverno, a causa della loro scarsa presenza, deve utilizzare frutti della foresta, more di rovo, mirtilli. e brucare germogli, rametti e foglie di piante.
LE SUE CREDENZIALI: Il daino è un cervide tipico dell´ambiente mediterraneo, più piccolo del cervo. Lunghezza testa-corpo: 130-160 cm; altezza alla spalla (garrese): 80-100 cm; lunghezza della coda: 15-20 cm; peso dei maschi: 65-110 kg; peso delle femmine: 40-65 kg.
Possiede il tronco raccolto, collo corto e massiccio, muso allungato e stretto, occhi grandi, ovali, bruni molto espressivi, situati in posizione alquanto laterale, in modo che permettano un´ampia visione. Davanti a questi, lungo i solchi lacrimatori, sboccano ghiandole che producono una secrezione della quale l´animale si serve per ´marcare´ il territorio e segnalare la sua presenza, specialmente durante il periodo degli amori. Gli arti sono snelli ma forti e terminano con unghielli stretti (zoccoli).
In estate il mantello, con peli corti, ha una colorazione rossiccia dorsalmente e lateralmente, con qualche macchia chiara ed una tinta più sbiadita nelle regioni ventrali. In inverno s´infittisce, si allunga e diviene grigio scuro.
La ´muta´ (cambiamento di pelliccia), che determina il vistoso cambiamento di mantello, avviene due volte l´anno (primavera ed autunno) e dura una quarantina di giorni.
Il daino, come altri animali più o meno domestici, presenta variazioni di colore: non sono pochi, infatti, i soggetti albini (bianchi), melanici (neri), ed altri che, per la levigata lucentezza del mantello, vengono detti "porcellanati".
Il palco, costituito da due stanghe, come nel cervo e nel capriolo, si differenzia da questi in quanto nel daino, al compimento del terzo anno d´età, le stanghe assumono ciascuna la forma denominata "a pala", conferendo al nostro cervide un aspetto imponente.
Gli elementi che compongono il palco del maschio sono: la rosa, che poggia sulle bozze della fronte; l´asta, segmento sul quale s´inseriscono le altre parti; il pugnale, che è una punta rivolta in avanti; il mediano, seconda punta, situata quasi a metà dell´asta; e, appunto la pala, espansione dell´asta verso la parte apicale e leggermente convessa verso l´esterno.
Le prime protuberanze spuntano verso il sesto mese di vita (novembre-dicembre), ed in inverno compare il primo vero accenno di palco che, nell´estate successiva, a poco più di un anno di età, misura circa 10-12 cm. La prima biforcazione appare nel corso del secondo anno di vita; la pala terminale verso il quinto.
L´età dell´animale può quindi essere valutata osservando attentamente il palco: quello del fusone è privo di ramificazioni (giovane di 1-2 anni); il balestrone presenta alcune ramificazioni (giovane di 3-4 anni); quello del palandone presenta un allargamento all´estremità (adulto, oltre 4 anni).
I palchi degli adulti pesano grosso modo 700-900 grammi ed hanno ciascuno una lunghezza che varia da 60 a 90 cm; di questi, 30-40 appartengono alla pala, che è larga circa 20 cm. I palchi dei maschi vengono perduti in primavera di ogni anno, per poi ricrescere e rinnovarsi di nuovo.
PERICOLI E STRATAGEMMI. I daini sono attivi soprattutto nelle ore serali e notturne, sono ottimi corridori e saltatori, potendo raggiungere e talvolta superare i due metri d´altezza. Possiedono vista acuta ed olfatto sensibile. Prediligono i bosci fitti, intervallati però da ampi spazi aperti, e clima mite.
Vivono in branchi numerosi, in gruppi maschili e gruppi misti. Questi ultimi comprendono le femmine con i figli dell´anno (sia maschi che femmine) e le figlie dell´anno precedente. Non mancano tuttavia individui che scelgono di restare isolati, in genere sono maschi vecchi.
Per controllare che non vi siano pericoli intorno all´area di pascolo, i daini ricorrono a vari stratagemmi, dei quali il più usato è l´avvertimento con la lunga coda nera, che risalta sullo specchio anale bianco, e che ha la funzione di scacciare le mosche (come per altri mammiferi conosciuti).
Secondo studi approfonditi, quando la coda viene mossa da un lato all´altro, significa che la situazione è tranquilla, se invece rimane immobile, il daino presta attenzione: è un segno d´allarme di moderata intensità. Al contrario, la coda dritta e parallela al dorso, avverte di un pericolo imminente: una volpe che si avvicina ai piccoli, un gruppo di lupi, oppure un gruppo di fotografi naturalisti invadenti e poco rispettosi dell´ambiente naturale, ecc.. E´ interessante rilevare che appena la coda viene alzata, tutti i componenti del branco, anche se non hanno visto direttamente il pericolo, si danno alla fuga ed appena giunti in luogo sicuro, cercano di scoprire quale pericolo ha costretto il compagno o la compagna a dare l´allarme.
Come tutti gli ungulati selvatici, anche il daino deve fare i conti con i competitori, i predatori o le malattie. I suoi competitori alimentari sono il cervo, il muflone ma anche gli ovini ed i bovini, quando questi superano certe densità.
Il suo predatore per eccellenza è ovviamente il lupo, che interviene su tutte le classi sociali del branco, come del resto i cani randagi. La volpe, invece, occasionalmente, ne preda i piccoli.
Infine, da non dimenticare gli incidenti stradali, che causano una buona parte della mortalità (nelle nostre zone l´ungulato più a rischio in questo senso è il capriolo).
INNAMORAMENTO, AMORI, FIGLI. I daini maschi sono sessualmente maturi verso i 16 mesi d´età, ma generalmente dall´età di tre anni circa possono avere una buona fecondità. L´attività riproduttiva si mantiene sino ai 15-16 anni. Ugualmente, verso i 16 mesi la pubertà sopraggiunge nelle femmine, purchè abbiano un adeguato peso corporeo. Il ciclo estrale è di 20-21 giorni: La maturità cosiddetta ´psicologica´ nei maschi è a 5-6 anni, e nelle femmine verso i 3.
Il periodo degli amori è compreso fra ottobre e novembre. In questa stagione, al branco femminile si aggiungono alcuni maschi adulti e subadulti: ciò può accadere indipendentemente dalla stagione riproduttiva, in condizioni particolarmente favorevoli di alimentazione e/o di sicurezza, ma di norma i sessi vivono separati per 5-7 mesi all´anno. I maschi adulti s´avvicinano ai branchi e delimitano un´area (il proprio harem) marcandola con l´urina, con raspate e bramiti, cercando d´attirare le femmine.
La gestazione dura all´incirca 220-250 giorni, e all´inizio dell´estate, tra maggio e luglio, nasce un piccolo (sono molto rari i parti gemellari)., che rimane, se maschio, nel branco delle femmine fino ad un anno. Per le prime una o due settimane, il piccolo rimane nascosto e non segue la madre. Viene allattato per 45 mesi, ma lo svezzamento inizia già dopo 23 mesi dal parto.