La Valletta del Silenzio

La natura e gli ecosistemi
La city farm privata dedicata all'insegnamento della natura, nello scenario incantevole dei Monti Berici, tra i capolavori di Andrea Palladio.
Il viaggio inizia sotto un arco di salici viventi. Passandoci sotto ed entrando nel bosco della Valletta del Silenzio, la sensazione è quella di un viaggio nel tempo e nello spazio. E mica ci si sbaglia poi di tanto. Perché qui, le tracce di un passato remoto e remotissimo sono ovunque: sui fossili, tra gli alberi monumentali e le tante opere agresti create dai contadini a tutela dell'ambiente. Lo spazio è così vario da racchiudere un piccolo microcosmo della realtà che i poster didattici e le guide lungo il percorso arricchiscono rinviando ad altri orizzonti e climi.
La Valletta del Silenzio risale una delle pendici dei Monti Berici, tra campi coltivati, stagni, fossi e macchie di bosco. Si arrampica su chine sabbiose e franose di calcare, consolidate dai tanti muretti a secco eretti in passato per trattenere la terra e coltivarci la vite, l'ulivo e gli ortaggi. E per far crescere la quercia centenaria, che con le sue possenti radici rinforza saldamente i pendii, aiutata dalla più invadente robinia.
Il contesto ambientale è unico. Provate voi a trovare un altro luogo dove poter "spiare" un branco di daini nel bosco, scoprire tracce di qualche decina di milioni di anni fa e godersi, in un sol giro d'orizzonte, i maggiori capolavori di Andrea Palladio. E tutto questo a pochi passi dal centro di Vicenza. Qui, lo scrittore Antonio Fogazzaro, di cui nel 2011 ricorre il centenario della morte, cercava ispirazione. E sempre qui, nel cuore del- la Valletta, si svolgevano feste agrarie e si pregava la Madonna di Monte Berico, apparsa ad una contadina, Vincenza Pasini, nel 1426 e 1428.
Le coltivazioni diversificate e il regime biologico dell'azienda agro-silvo-pastorale hanno preservato l'abbondanza di habitat, di flora e fauna, favorendo la biodiversità vegetale, animale e microbica. Giralafoglia pullula letteralmente di vita. Vita che trova habitat ideali nelle siepi che delimitano i campi arati, nello stagno, nel bosco spontaneo, nel suolo ricco di humus e organismi o tra i sassi delle sterpaie. Nella Valletta trovano rifugio uccelli come il cuculo, l'allocco, il picchio, il fagiano e mammiferi, come la lepre, il riccio, la volpe, il ghiro, lo scoiattolo, specie diverse di erbe medicinali, alberi e arbusti, come la robinia, l'acero, il bagolaro, il sambuco e altre specie. Una natura fatta di schiocchi, fruscii e picchiettii, di mimetismi, di suoni e di silenzi. Una natura protetta, tenacemente protetta, dalla famiglia Lampertico Meschinelli.