La Valletta del Silenzio

Storia e tradizioni
LA VALLETTA DEL SILENZIO: UN INCANTEVOLE PATRIMONIO DI NATURA, ARCHITETTURA E STORIA.
Giralafoglia si trova nella Valletta del Silenzio, area protetta di straordinario interesse didattico per un patrimonio naturalistico, artistico e storico che custodisce, assoluta unicità a livello nazionale. "Si tratta di una porzione di territorio di eccezionale rilevanza paesaggistica e ricca di suggestioni e memorie di carattere artistico e letterario, che comprende la vallata pianeggiante cinta ad arco dalle ultime propaggini settentrionali dei Colli Berici e dalla lieve altura su cui sorge villa Almerico Capra, e prosegue oltre tale rilievo fino alla Riviera Berica, lungo il corso del fiume Bacchiglione.
Tale contesto, già celebrato da Palladio nei Quattro Libri quale sito "de gli ameni, e dilettevoli che si possano ritrovare", ambito di particolare bellezza nel quale il maestro ha compiuto, con la Rotonda, una delle sue realizzazioni più geniali ed emblematiche per la capacità di integrazione fra l´opera architettonica e l´ambiente naturale, annovera lungo i suoi margini altre significative emergenze, quali Villa Valmarana ai Nani, Villa Guiccioli con il suo ricco parco boscato, il santuario di Monte Berico e altre ville di importanza storico – architettonica".
Testo tratto da: "Progetto di valorizzazione dell´ambito circostante il Monte Berico, comprendente la "Riviera berica", la "Valletta del Silenzio" e i suoi intorni denominato "Il restauro del ´grande theatro´ dell´armonia", promosso dalla Regione Veneto e dal Comune di Vicenza.
La fattoria didattica Giralafoglia è parte integrante del progetto di valorizzazione, attraverso il proprio piano di recupero dell´antico paesaggio rurale vicentino e di recupero e difesa delle specie vegetali locali, coltivate con metodi biologici.
La Valletta del Silenzio: teatro importante e tragico di conflitti bellici
La Valletta del Silenzio, insieme a Monte Berico, la Basilica, il Museo Risorgimento (detto Parco Guiccioli, sul colle Ambellicopoli), la collina di Villa Valmarana, la Villa della Rotonda e tutta l´area circostante sono stati teatro, a metà del XIX° secolo, di una importante fase della storia del Risorgimento e della Guerra d´Indipendenza italiani.
Qui di seguito un inserto storico di quei giorni:
"All´alba del 10 giugno 1848, cominciarono a tuonare le centodieci bocche da fuoco austriache e Vicenza fu assalita da ogni parte; ma per cinque ore le truppe del Gen. Radetzky, che disponeva di circa trenta-quarantamila uomini, non riuscirono ad avanzar di un passo.
La chiave della difesa era costituita da Monte Berico, che domina la città e che era custodito dal colonnello D´AZEGLIO con tremila uomini, ed era la vera chiave di volta nella difesa vicentina, mentre altre difese secondarie in pianura avevano compiti di sostegno a questa. I difensori della città erano in tutto circa 11.000 uomini con 38 cannoni; queste forze erano al comando del generale GIOVANNI DURANDO.
Il colonnello GIACOMO ZANELLATO, comandante la Guardia Nazionale di Vicenza, aveva la vigilanza di Porta Lupia, Campo Marzo e le pendici di Monte Berico sopra la città; al colonnello DOMENICO BELLUZZI, comandante la piazza e la guarnigione coadiuvato dal maggiore marchese STEFANORI e dal luogotenente conte ERMINIO, era affidata la cura di Porta e Borgo Castello, Campo del Gallo (zone ex Montecatini e Valbruna), Porta Santa Croce, Porta San Bortolo, Recinto Capra, Porta Santa Lucia e Borgo Scroffa. Il conte ALESSANDRO AVOGADRO di Casanova, capo di stato maggiore, aveva la direzione di Porta e Borgo Padova, di Porta Monte e delle posizioni e del settore Valmarana e Rotonda.
Il vecchio maresciallo austriaco fece assalire per prima proprio quella posizione da ventiquattro cannoni e da dodicimila uomini.
Il sistema difensivo dei Colli Berici era ordinato su linee successive situate a Castel Rambaldo, al colle Bella Guardia, al colle Ambellicopoli e villa Guiccioli, in prossimità del Santuario.
Gli austriaci occuparono dapprima Castel Rambaldo poi presero, persero e ripresero la Bella Guardia anche se la lotta più accanita si svolse attorno al colle Ambellicopoli, la posizione più importante del sistema difensivo vicentino. Fu attaccato con forza e difeso con grande valore, ma la grande sproporzione numerica a favore dell´attaccante lasciava pochi dubbi sull´esito del combattimento. Mentre il Santuario era difeso da pochi valorosi risoluti al sacrificio, il grosso dei difensori si ritirava ordinatamente, tentando anche un ultimo contrattacco che però non poteva cambiare le sorti della giornata.
Dopo un´accanita resistenza, dovettero sloggiare e scendere al piano (dove oggi sorge la stazione ferroviaria) e riparare in città. Allora la difesa si concentrò dentro le mura di Vicenza e si prolungò per tutta notte del 10 giugno.
Perduto il monte, la città diventava indifendibile, anche perché il nemico dalla dominante collina del Santuario di Monte Berico iniziò a martellare la sottostante città; la guarnigione era poi sfinita dalle fatiche e decimata dalle perdite, e parte dell´artiglieria non aveva quasi più munizioni".
Tratto da: www.cronologia.leonardo.it/storia/a1848r.htm
Pure durante la seconda Guerra Mondiale, a seguito di terribili bombardamenti aerei, Vicenza subì distruzioni nel centro storico ed anche Monte Berico non venne risparmiato, poiché situato a ridosso e sulla linea della stazione ferroviaria cittadina, nodo viario strategico. La cupola stessa della Basilica, simbolo di Vicenza, si incendiò e crollò; numerosi edifici della zona vennero distrutti e danneggiati e nella stessa Valletta del Silenzio, non è raro ancora oggi rinvenire schegge di bombe aeree.
Da ricordare un particolare: prima della guerra, era stata scavata una galleria, oggi murata, che si nota salendo il monte sulla carrabile per Viale Dante (nella Valletta del Silenzio esiste tuttora una collina rocciosa inerbita ed alberata, che è costituita da materiale di risulta degli scavi effettuati allora, trasportati attraverso delle piccole rotaie e dei carrelli), che doveva secondo progetti d´allora collegare la città al borgo di Campedello e la Riviera Berica (ma secondo altri, venne costruito proprio durante il conflitto): tale manufatto, realizzato ma mai sfruttato, è invece servito come rifugio anti-aereo per molti vicentini, quando arrivavano i bombardamenti su Vicenza: al suo interno ancora oggi si possono scorgere delle ´latrine´ e molti cittadini di una certa età ricordano il posto come nascondiglio provvidenziale e sicuro.
Nella Valletta del Silenzio, dove si svolge l´attività didattica di Giralafoglia, esiste una servitù di passaggio dell´Acquedotto Euganeo Berico (A.E.B.), segnalato visivamente da dei cippi di pietra squadrata: l´acqua trasportata da tale condotta proviene dai pozzi artesiani siti nella zona di Povolaro, attraverso le acque sorgive del fiume Brenta, e viene trasportata ad un grande bacino sotterraneo di raccolta ai piedi di Monte Berico; quest´acqua viene poi pompata in vasche situate in cima al colle Ambellicopoli del Museo Risorgimento, per poi a caduta naturale raggiungere le popolazioni di Vicenza e Padova con le loro vaste province.