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Lo sai perché?    i mille perché
Perché le foglie sono verdi…
Nell'immenso mondo degli animali, sia tra i mammiferi che tra i pesci e gli uccelli, ci sono molti colori diversi. Ci sono giraffe arancioni e marroni, orsi polari bianchi, coleotteri blu, pesci dai mille colori ed uccelli rossi.
Ma nel regno vegetale – cioè nel mondo delle piante – le foglie di quasi tutte le piante sono di un unico colore: verde. Perché?
La più grande differenza tra gli animali e le piante è il fatto che gli animali mangiano e le piante no, perché sono capaci di produrre da sole il proprio cibo. Le foglie hanno dentro loro una meravigliosa sostanza che li permette di ricavare dall'aria e dall'acqua, con l'aiuto della luce del sole, tutto il cibo di cui hanno bisogno. Questa sensazionale sostanza è chiamata clorofilla ed è verde. Una foglia quindi è verde perché contiene clorofilla ed è la clorofilla che fabbrica il cibo per le piante.
Gli animali non hanno clorofilla e non sono capaci di produrre il proprio cibo in se stessi come le piante. Neppure l'essere umano ha questa speciale facoltà.

Il lavoro nascosto delle foglie…
In apparenza sembra che le foglie non fanno nulla tutto il giorno. Ma che sorpresa ci sarebbe se si potesse infilare la testa dentro una di esse ed osservare cosa succede…
La luce del sole in effetti entra nella foglia prima passando attraverso una pelle trasparente come il vetro. Sotto la pelle ci sono milioni di cellule che sono come dei palloncini gonfi d'acqua e di una sostanza gelatinosa composta di minuscoli sacchetti verdi chiamati cloroplasti.
I cloroplasti sono colorati di verde perché contengono la clorofilla che è una sostanza di colore verde. La clorofilla assorbe un po' della luce del sole che cade sulla foglia.
Mentre i cloroplasti assorbono la luce del sole, all'interno della foglia stanno avvenendo altre interessanti cose. L'aria entra nella foglia attraverso delle piccole aperture, mentre l'acqua salendo dalle radici, scorre nei piccoli tubi che formano le sue venature. L'aria e l'acqua mescolate assieme penetrano nelle cellule.
Queste cellule sono delle autentiche piccole fabbriche di cibo, dove è al lavoro la clorofilla. Usando come energia la luce del sole, la clorofilla trasforma in zucchero l'acqua ed un gas che si trova nell'aria, l'anidride carbonica. Una parte di questo zucchero viene usata subito dalla pianta come nutrimento, mentre un'altra parte, mescolata con i minerali del terreno, viene trasformata in altri tipi di sostanze.
Così per tutta la durata dell'estate, le foglie compiono il loro lavoro: fabbricare cibo.

E perché le foglie cambiano colore…
Nelle cellule di ogni foglia, ci sono milioni di sacchetti colorati: gialli, arancio, verdi , ecc.
Le sostanze che generano questi colori hanno nomi diversi: la sostanza gialla si chiama xantofilla, l'arancione carotene, e la verde clorofilla.
In primavera ed in estate la clorofilla copre le altre sostanze colorate, è perciò che le foglie ci appaiono di colore verde.
L'acqua entra in ogni foglia attraverso dei piccoli tubi che si trovano nel picciolo. Ma alla fine dell'estate, un sottile strato di sughero cresce all'attaccatura del picciolo e nella foglia la clorofilla verde a poco a poco scompare.
Allora si possono vedere la xantofilla gialla ed il carotene arancione: questo è il motivo per cui in autunno molte foglie diventano rispettivamente gialle o arancioni.
Per tutta la stagione primaverile ed estiva, le foglie hanno prodotto lo zucchero, che è il nutrimento principale della pianta. La linfa trasporta lo zucchero dalle foglie alle altre parti della pianta.
Ma a volte, quando i tubicini si chiudono, lo zucchero resta bloccato dentro le foglie. In questi casi, lo zucchero può provocare un cambiamento di colore della linfa che diventa quindi rossa o color porpora: così le foglie diventano rosse o porporine.
Quando invece le foglie si seccano e muoiono, diventano marroni.

Il lavoro sotterraneo delle radici…
Le radici assorbono acqua proprio come delle spugne. Ma le radici hanno anche la funzione d'ancorare la pianta al terreno e di crescere affondando le ramificazioni di esse nella terra.
Si estendono e si ramificano, curvano attorno ai sassi e si dirigono verso zone umide, alla ricerca d'acqua.
Di solito nel terreno c'è molta acqua piovana che penetra in profondità e nell'acqua ci sono sostanze nutrienti, quali ferro, rame ed altri minerali.
Le piante hanno bisogno di minerali per non ammalarsi.
Le radici assorbono i minerali insieme all'acqua e li distribuiscono a tutte le parti della pianta.
Estraendole dal terreno, oltre a fornire tutte le sostanze di cui la pianta ha bisogno per nutrirsi, le radici hanno anche un altro compito.
Crescendo ed estendendosi nel terreno, mantengono la pianta saldamente ancorata al suo posto.
Vento violento, pioggia ed inondazioni, se non di portata eccezionale, non possono di solito spazzarla via perché è trattenuta bene al suo posto dalle radici.

Perché in autunno gli alberi perdono le foglie…
Molti degli alberi che vivono in paesi dove gli inverni sono rigidi, ogni anno perdono le foglie.
Le foglie 'fabbricano' il nutrimento che occorre alla pianta per vivere. Ma per fabbricare cibo e mantenersi in vita, le foglie hanno bisogno di acqua; questa viene assorbita dalla pianta attraverso la terra, per mezzo delle radici e le foglie la ricevono attraverso il tronco.
Alla fine dell'estate si forma un sottile strato di sughero nel punto in cui il picciolo di ogni foglia è attaccato al ramo, che funge da tappo di questi tubicini.
L'acqua così non può più giungere alle foglie, che seccano, muoiono e cadono a terra, anche per mezzo dell'azione del vento.
Alcuni alberi (il platano ad esempio) mantengono le foglie secche sulla pianta per tutto l'inverno, per poi perderle appena la fase di 'letargo' vegetativo finisce e le nuove gemme spuntano e 'scacciano' le foglie vecchie.
Di solito non c'è alcuna ragione perché un albero mantenga le proprie foglie durante l'inverno. Infatti le foglie non potrebbero nutrirsi perché, in inverno, l'acqua diventa ghiaccio e le radici non possono assorbirlo.
Ma in primavera la terra si riscalda ed il ghiaccio si scioglie. La pioggia e la neve in scioglimento imbevono di nuovo la terra di acqua. Allora le radici degli alberi incominciano ad assorbire l'acqua e l'albero si ricopre di nuove foglie ed un nuovo ciclo di vita vegetale ricomincia.

Perché alcuni alberi restano verdi in inverno…
Alcuni alberi, come gli abeti che si usano come alberi di Natale da adornare, non cambiano colore e non lasciano cadere le proprie foglie in autunno, come fanno tutti gli altri alberi: si chiamano perciò alberi sempreverdi.
Le foglie degli abeti, dei pini e di molti altri sempreverdi hanno la forma di aghi (aghifoglie). A dire il vero anche gli aghi cadono e si rinnovano, ma non tutti in una volta sola e nella stagione fredda, come le altre foglie.
Gli aghi dei sempreverdi sono molto robusti. In autunno non perdono la loro acqua così rapidamente come le altre foglie ed in inverno si difendono dal gelo. Poiché riescono a trattenere una parte dell'acqua che contengono, possono restare in vita e rimanere verdi per tutto l'inverno.

Cosa fa un fiore…
Il compito del fiore è fabbricare semi.
In mezzo al fiore c'è una parte appiccicosa chiamata stigma. Attorno ci sono uno o più piccoli steli con un bottoncino in cima. Questi bottoncini sono chiamati antere. Dentro c'è una polvere dorata che si chiama polline.
Perché un fiore produca dei semi, il polline che proviene da un fiore deve cadere sullo stigma di un altro fiore della medesima specie. Il polline, attraverso un tubicino fatto su misura, scende dallo stigma fino alla parte più interna del fiore, l' ovario, dove c'è appunto un piccolo uovo, chiamato ovulo.
Quando il polline incontra l'ovulo, lo feconda, lo rende cioè un seme capace, quando sarà sviluppato, di produrre una nuova pianta. L'ovario che racchiude il seme diventa il frutto che crescerà a poco a poco fino a diventare maturo.

Perché alcuni fiori hanno un buon profumo ed altri no…
I fiori che hanno bisogno dell'aiuto degli insetti per produrre i semi, hanno un profumo piacevole e dei colori vivaci. Infatti il profumo ed i colori attraggono gli insetti verso i fiori, gli insetti trasportano il polline da un fiore all'altro ed il polline produce semi.
La maggior parte dei fiori ha un odore dolce per attrarre le farfalle od altri insetti (chiamati insetti pronubi) che amano i profumi dolci. Ma vi sono anche insetti a cui piacciono i cattivi odori. Per questo vi sono piante, come i cavoli, che hanno un odore sgradevole.
E' bene ricordare inoltre che l'odore ed il profumo sono soggettivi, cioè non è detto che quello che viene percepito dall'essere umano, corrisponde alla stessa sensazione per gli animali!
Vi sono però alcuni fiori che non hanno bisogno dell'aiuto degli insetti. Il polline di questi fiori è trasportato dal vento. Dal momento che questi fiori non hanno bisogno di attirare gli insetti, non hanno colori brillanti o profumo particolari. Sono di solito piccoli, verdognoli e crescono l'uno accanto all'altro. L'erba dei prati ad esempio produce fiori di questo genere.

Cosa fanno le pigne
Il pino è un albero sempreverde con le foglie a forma di aghi. Non produce fiori e frutti come gli alberi che hanno le foglie larghe. Il pino produce le pigne.
Ci sono due tipi di pigne. Ci sono delle pigne piccole e cartacee. Queste sono piene di granelli di polline, che assomigliano ad una cipria gialla e che il vento spazza via.
L'altra specie di pigne è coperta di scaglie di legno che ricordano un po' le scaglie di un pesce. All'attaccatura di ciascuna scaglia ci sono delle piccole protuberanze simili ad uova chiamate ovuli. Il vento porta i granelli di polline agli ovuli. Se un granello di polline raggiunge un ovulo, lo feconda e questo diventa un seme.
Ogni seme di pino ha un'ala legnosa e quando il seme è maturo lo libera dalla scaglia. Quando raggiunge il terreno il seme può mettere radici e crescere diventando lentamente un nuovo pino.

Perché alcune foglie hanno dei bernoccoli…
Talvolta le foglie o gli steli delle piante si punteggiano di bernoccoli di forme strane, verdastri, o di un colore bianco sporco. Questi bernoccoli sono chiamati galle e si formano quando un insetto depone le proprie uova su uno stelo o su delle foglie molto giovani. La presenza delle uova provoca un mutamento nella crescita della pianta e fa sì che si formino dei piccoli rigonfiamenti attorno alle uova dell'insetto, delle vere e proprie escrescenze o tumori.
Alcune galle sembrano delle gocce, altre delle palline, altre dei batuffoli di cotone rosa. Dalla forma della galla si può capire quale specie d'insetto l'ha provocata. L'insetto (detto parassita) è protetto dalla galla che gli si è formata intorno ed usa la parte interna di essa come cibo.

Perché la corteccia degli alberi è ruvida…
La corteccia è la pelle morta dell'albero. Di solito è dura e ruvida e protegge la parte interna dell'albero, che è più delicata.
Il tronco si sviluppa crescendo dall'interno verso l'esterno. Ogni anno un anello di legno nuovo e morbido cresce sotto la corteccia e si aggiunge a quello dell'anno precedente. Questo nuovo strato fa ingrossare il tronco. La vecchia corteccia, che non è elastica, non può tendersi mentre l'albero cresce e perciò si spacca, si scheggia o si sbriciola, riducendosi in polvere per far posto al nuovo legno. Questo è il motivo per cui la corteccia di un albero ha sempre un aspetto rugoso, pieno di fessure e protuberanze.
Ma man mano che ogni anello di legno nuovo cresce, la sua parte esterna diventa un nuovo strato di corteccia. Un albero quindi sta sempre 'fabbricando' della nuova corteccia e perdendo quella vecchia (funziona un po' come la muta della pelle dei serpenti, ma pensandoci bene, anche l'essere umano ha la pelle che si consuma e si rinnova continuamente).
La corteccia rappresenta per l'albero una protezione naturale contro l'inquinamento ed i veleni che vengono adoperati in agricoltura convenzionale, così che il legno al suo interno si mantiene sano.
Alcuni alberi, come il faggio, hanno invece la corteccia liscia. Questi alberi crescono così lentamente che la loro vecchia scorza non viene spinta da parte e rotta, ma si polverizza e si rigenera un poco alla volta.

Le piante si muovono…
Le piante sono sempre in leggero movimento, ma talmente lento che non è possibile notarlo ad occhio nudo: anche se non sono capaci di muoversi da un luogo all'altro come fanno gli animali o gli esseri umani, le piante si muovono mentre crescono.
Man mano che una pianta cresce, si gira e si allunga rivolgendo sempre le foglie verso la luce.
Alcune piante rampicanti (dette parassiti) si attorcigliano intorno ad un tronco d'albero mentre crescono. Altri rampicanti come la vite o i piselli odorosi, si attaccano facendo crescere piccoli peduncoli, chiamati viticci, che si allungano e si avvolgono attorno a pali o bastoni di sostegno che si piantano accanto a loro per aiutarli a crescere.
Molti fiori muovono i loro petali. Li spalancano al mattino e li richiudono la sera (il girasole segue il movimento del sole). Anche le foglie di alcune piante fanno così.
Alcune piante hanno i semi ed i frutti che si muovono. L'amamelide scaglia i suoi semi lontano, quando sono maturi.
Altre piante producono frutti piccoli e secchi con una specie di coda lunga ed attorcigliata. Nella stagione umida quando il terreno è soffice, questa coda si srotola ed infila il proprio frutto aguzzo ed appuntito nella terra.

Le piante possono vedere, ascoltare, provare sensazioni…
Un girasole sembra che guardi il sole, muove lentamente la sua corolla, man mano che il sole si muove attraverso il cielo. Ma un girasole può vedere?
Se si toccano le foglie di una pianta che si chiama sensitiva, queste, immediatamente, si chiudono e si ripiegano. Poi, in poco tempo, tornano di nuovo diritte ed aperte. Una sensitiva può accorgersi d'essere toccata?
Gli scienziati sostengono che nessuna pianta in realtà può vedere o udire od avverte delle sensazioni. Ma le piante sono creature viventi che cambiano posizione e si muovono su se stesse rivolgendosi verso la luce del sole o lontano dal calore. La maggior parte delle piante effettua questa operazione così lentamente, che non è possibile notarlo.
Le piante non hanno cervello o cuore, né nervi, perciò probabilmente non possono soffrire allo stesso modo nostro…

Le piante vivono in comunità proprio come gli uomini…
Una foresta od un bosco sono una comunità di piante dove specie diverse vivono mescolate fra loro. Uno stagno è una comunità di piante acquatiche di molte specie diverse. Anche le praterie, i paesaggi di collina o di montagna, i deserti e gli oceani contengono comunità di piante, in altre parole costituiscono una "Bio-diversità" vivente.
Le piante di solito vivono e crescono in luoghi adatti a loro e per il tipo di clima e per il tipo di terreno. Le piante che vivono negli acquitrini crescono meglio in un luogo caldo ed umido. Le piante del deserto, invece, possono crescere bene solo in un luogo caldo ma secco. Quindi queste piante che vivono in ambienti diversi non potranno mai crescere e convivere insieme.
Ogni pianta, ogni animale ed ogni uomo vivono in un certo tipo di comunità.
Pensiamo quanto è bello stare all'ombra degli alberi in una calda giornata d'estate. E' bello sentire il profumo dei fiori ed osservare le loro corolle lucenti che ondeggiano nel dolce vento. E' bello camminare a piedi nudi sull'erba fresca. Gli alberi, i fiori, l'erba rendono il mondo che ti circonda più brillante, colorato e vario.
Vivere a contatto con la natura, fra alberi, prati e boschi ci dà gioia e tranquillità. E' uno dei tanti regali naturali che ci fanno le piante.
Basta guardarsi intorno per scoprire la bellezza delle piante ovunque ed in ogni stagione dell'anno.
I prati in primavera sono stupendi tappeti verde tenero macchiati qua e là dal giallo, bianco e rosso dei fiori. Un bosco in autunno è come una tavolozza di un pittore dove si mischiano in tutte le sue sfumature il rosso, il porpora ed il giallo. In inverno invece i rami spogli coperti eventualmente di neve o di brina trasformano i boschi in luoghi magici, silenziosi, misteriori ed incantati.
Bisogna ad esempio provare ad osservare da vicino la corolla di un fiore bagnata di rugiada del primo mattino, oppure una foglia secca ricamata di un velo di brina. Si scopre così che anche quelle piccole cose come un petalo, un pezzo di corteccia, un seme o uno stelo possono essere una fonte inesauribile di sorprese.
In un bosco come in un semplice ramo secco si possono scoprire forme e colori splendidi. Le piante abbelliscono il mondo e lo rendono meraviglioso!

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